Gli scavi effettuati fra il 1997 e il 2010 in alcuni siti della provincia di Grosseto forniscono dati molto utili per Med2Mod.
5: la laguna di Grosseto, 6: centro storico di Grosseto, 7: Selvena, 8: Semproniano
Le trasformazioni di un castello fra medioevo ed età moderna
Selvena è stato il primo castello della Toscana meridionale ad aver fornito importanti dati sulle fasi finali del medioevo e sulle trasformazioni occorse in età moderna.
Il castello infatti non fu abbandonato a seguito della crisi trecentesca, ma venne utilizzato come fortezza ancora nel XVI secolo e alcuni nuclei di popolamento sono registrati nel catasto lorenese del 1823-35.
Un castello centrale nel sistema di potere signorile
Il castello di Selvena sorge sopra uno dei più grandi giacimenti di mercurio d’Europa.
Durante il XIII secolo la sua importanza è testimoniata dal fatto che nelle divisioni del patrimonio dei conti Aldobrandeschi esso rimase indiviso e la sua espansione fra la fine del XIII e i primi del XIV può essere attribuita al conte Giacomo del ramo di Santa Fiora.
In quel momento l’area sommitale divenne un grande spazio signorile con un palazzo e ambienti di servizio.
La costruzione di due cinte murarie ai piedi dell’area sommitale tuttavia non sembra abbiano dato luogo all’espansione di un vero e proprio villaggio, anche se almeno in quello sud-ovest si notano alcuni lotti di edifici.
Questo momento durò poco.
La crisi trecentesca che coincise con la fine della famiglia degli Aldobrandeschi costituì un momento di svolta per Selvena, anche se non portò all’abbandono del sito.
La rifunzionalizzazione degli spazi ex-signorili
L’area signorile fu pesantemente ridefinita con la costruzione di case contadine anche all’interno del palazzo che ospitò almeno tre edifici a tre piani (a fronte di un solo edificio a due piani come era in origine).
Le ricerche sul territorio mostrano che Selvena in età moderna era distribuito su vari nuclei di popolamento, alcuni anche all’interno del vecchio castello. Ma questa condizione forse è adombrata già dalla prima attestazione nel IX secolo.
Da castello a fortezza. L'area sommitale nel XVI secolo
Durante la prima età moderna l’area signorile fu riadattata per resistere ad un assedio condotto mediante cannoni.
Le mura prossime all’unico accesso (che fu ulteriormente fortificato con un antiporta) furono raddoppiate di spessore e alcuni ambienti interni furono riadattati per ospitare una piccola guarnigione.
A questo periodo possiamo infatti ascrivere la realizzazione di due cisterne, degli ambienti voltati, forse adibiti a magazzini, e la rasatura delle due torri quadrangolari che avevano costituito il circuito murario del primo castello romanico.





