La metodologia

Il contesto teorico di riferimento

Med2Mod si colloca nell'ambito di un approccio sincretista che tiene conto degli stimoli della fenomenologia e della terza rivoluzione scientifica.

Particolare del rilievo con GPS centimetrico del sito di San Leo vecchio

Le nostre ricerche non si limitano mai ai confini di un sito per quanto grande possa essere.

Riteniamo che sia necessario contestualizzare ogni sito nel paesaggio storico e pertanto ogni nuovo progetto vede una prima fase di ricognizione estensiva di una porzione di territorio che in genere corrisponde ai limiti amministrativi dell’ente finanziatore.

Ogni evidenza archeologica, di qualunque periodo, viene posizionata con GPS e acquisita nella base GIS.

Per le finalità della ricerca ci limitiamo a studiare in profondità solo quelle la cui cronologia rientra nel periodo che indaghiamo con due estensioni in entrambe le direzioni che vanno quindi a coprire di fatto l’intero secondo millennio d.C.

Tutte le ricerche sono condotte in collaborazione con la competente SABAP e con altre istituzioni di ricerca italiane ed europee.

Il rilievo di siti complessi e i modelli 3D

strumenti conoscitivi e testimonianza per futuri interventi

La foto mostra un dettaglio della situazione composita rinvenuta nello scavo. Si notano muri in pietre legate con argilla e fori per pali verticali per un alzato in materiale deperibile e muri in pietra legati con malta delle fasi bassomedievali.

Su siti di particolare complessità come un castello (Arena o Selvena) o un villaggio (San Leo Vecchio presso Briatico) per arrivare a città di fatto come Castelmonardo o anche di diritto come Mileto, ad una ricognizione di superficie segue un rilievo fotogrammetrico che restituisce sia un modello digitale del terreno ad alta risoluzione, sia gli elevati dove presenti. Su questa base, per esempio al castello di Lombardia di Enna, abbiamo effettuato la lettura stratigrafica degli elevati per la ricostruzione delle fasi di formazione e trasformazione del sito.

Questi rilievi vengono poi a costituire la base sia per sviluppi di modellazione 3D, sia per aggiornamenti con dati da scavo la cui documentazione viene acquisita allo stesso modo.

Seguendo una tradizione ormai consolidata nella nostra prassi quotidiana, non ci limitiamo all’uso di piattaforme GIS per la catastazione dei dati e per l’estrazione di semplici piante di fase (sia scavo che paesaggi). Al contrario, utilizziamo le potenzialità del GIS per studiare l’ubicazione dei siti, lo sfruttamento delle risorse naturali e la rete della connettività.

Elaborazioni GIS, analisi spaziali e simulazioni di scenario

A differenza della predittività, la postdittività si chiede perché quel particolare dato osservato è esattamente così. Pertanto vengono effettuate numerose simulazioni di scenari con diversi agenti e diverso peso per ciascuno.

Gli scenari che meglio riescono a descrivere il dato osservato sono quelli che vengono presi in esame per l’analisi storica.

Modello idrologico del territorio di Arena in vista tridimensionale

Le nuove sfide dell'intelligenza artificiale

nuovi strumenti per vecchie domande

Le analisi postdittive che si possono fare a mano sono piuttosto limitate nella quantità di combinazioni. Se immaginiamo anche solo tre agenti e ciascuno con componenti interne pesate in modo diverso (pensiamo al valore che possiamo dare ad una cella in base al suo grado di umidità o alla sua posizione morfologica) ogni agente avrà di fatto un numero n di esiti o superfici di costo molto elevato. Ciascuna di queste sarà poi combinata con le n degli altri due in una serie di pesature variandone il peso. Questo comporta una grande quantità di risultati da produrre e valutare. La nuova frontiera che stiamo sperimentando è l’uso dell’IA per automatizzare la produzione degli scenari e la selezione di quelli più aderenti al dato osservato al fine di concentrare l’attenzione esclusivamente sull’interpretazione.

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