Il progetto ha una storia piuttosto recente nella sua impostazione attuale. Sebbene già dagli anni ’90 del secolo scorso fossero state documentate in modo meticoloso le fasi tardo e postmedievali di alcuni castelli toscani oggetto di scavo, è solo con il 2019, con l’apertura dei cantieri di Arena in Calabria e Enna in Sicilia che una serie di nuove domande vengono poste in modo più preciso a contesti molto diversi fra loro in Italia centro-meridionale, ma sempre con un attento confronto con il Mediterraneo e l’Europa.
Il progetto nasce dunque dal basso, cioè da una serie di ricerche che hanno messo in evidenza elementi di rottura e continuità nei paesaggi e nella rete degli insediamenti in un arco di tempo che possiamo, ma per mera convenzione, collocare fra la Peste Nera e la Rivoluzione francese.
Un progetto contenitore per molti progetti
Negli anni ’90 del secolo scorso una serie di scavi su castelli del pieno medioevo finalizzati a conoscere le fase iniziali dell’occupazione delle alture avevano fornito anche numerose indicazioni sulle fasi finali di vita che si collocavano prevalentemente fra il pieno XIV e il XV secolo ma con alcune significative eccezioni.
La meticolosa documentazione di queste sequenze ci permette oggi, a distanza di decenni, di contestualizzare le tracce delle fasi finali dei castelli in un quadro molto più ricco che vede anche lo studio dell’insediamento sparso nelle pianure. Esso non era mai del tutto venuto meno, ma la presenza di ceramiche tardomedievali nei pressi di fattorie abbandonate nel XX secolo sia in Toscana che in Calabria apre nuovi scenari di studio.
Le nuove ricerche, che hanno visto la Calabria come area di principale sviluppo almeno dal 2019 al 2024, sono state invece centrate da subito sui nuovi quesiti storiografici anche se, ovviamente, tutte le fasi precedenti sono state adeguatamente documentate.
Dalla Toscana alla Calabria
La serie piuttosto nutrita di nuove ricerche vede studi sui paesaggi affiancare indagini intensive su siti importanti sebbene di ridotte dimensioni come il castello di Arena e siti la cui estensione è tale che solo con progetti di lunga durata sarà possibile ottenere risposte adeguate.
E’ questo il caso della città di Mileto e di Castelmonardo, la cui estensione, sulla base dei rilievi effettuati, è rispettivamente di 35 e 28 ettari.
L'inizio di un percorso non solo di ricerca
La storia di Med2Mod si completa con una parte che nasce dalla ricerca ma che si rivolge alla comunità locale. Il grande entusiasmo con cui le singole realtà hanno accolto la nostra presenza è stato il primo passo verso una reale archeologia sociale, che pone la comunità al centro con le sue domande e i suoi bisogni non solo di conoscenza storica, ma di inclusione e sviluppo sostenibile.
