La ricognizione sistematica del territorio comunale di Briatico ha prodotto una grande quantità di informazioni sul sistema dei casolari e sul rapporto con i villaggi aperti.
La quantità di casolari censiti è tale che dobbiamo chiederci la funzione e l’esatta cronologia di un sistema che certamente si è trasformato nel tempo e ha interagito con situazioni sociali ed economiche molto diverse.
In particolare ci chiediamo se e in che misura villaggi aperti e casolari coesistono, e nel caso da quando e in quali rapporti.
La ricerca dovrà proseguire con datazioni e indagini puntuali per rispondere a queste domande.
Lo studio nel dettaglio del costruito
Sebbene il lavoro sia ancora in corso, abbiamo censito le principali teniche costruttive, cercando di evitare rigidità che in ambito rurale rischiano di portare fuori strada.
Abbiamo quindi osservato quelli ancora abitati e quelli abbandonati, quelli realizzati con tecnica solo in pietra e quelli mista pietra e laterizi, quelli a pianta semplice e quelli con annessi.
Abbiamo infine osservato i materiali nei campi attigui per valutare il tema della lunga durata dell’insediamento.
La presenza dei casolari è diffusa in tutto il comprensorio comunale di Briatico, ma si segnala una maggiore densità nell’area che, partendo da S, comprende le frazioni di: Mandaradoni, Potenzoni, San Costantino, San Leo Vecchio e la località di Sant’Irene, verso la costa.
È necessario premettere che un esiguo numero di strutture, a causa della collocazione all’interno di proprietà private, non ha consentito la verifica sul campo.
Le strutture, da un punto di vista topografico si collocano in prossimità di strade “secondarie” riconducibili a tratti viari interpoderali e a mulattiere discretamente accessibili.
Soltanto in prossimità dei centri abitati sono affacciati lungo la strada principale.
Per ragioni morfologiche si dispongono in particolare sui pianori che costituiscono la sommità delle dorsali che, partendo da Sud, conducono sino alla costa e sono situati prevalentemente all’interno di campi arati ed uliveti, configurandosi, nella maggior parte dei casi, come edifici adibiti al ricovero di attrezzi.
Accanto alle strutture di uso prettamente agricolo, ovvero i casolari, è stata segnalata e documentata la presenza di impianti produttivi, quali frantoi (nella frazione di
Potenzoni), mulini (nelle frazioni di Potenzoni e San Costantino, di proprietà della famiglia Lombardi Satriani) e calcare (Mandaradoni), che arricchiscono il quadro economico del territorio.
siti produttivi e villaggi
L’ultima indagine sulle strutture, ha riguardato gli edifici storici delle frazioni di San Costantino, San Leo, Mandaradoni e Potenzoni.
L’analisi ha permesso di suddividere le murature all’interno di classi tipologiche definite sulla base della tecnica muraria e dei materiali utilizzati.
