Briatico

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Date
19 Gennaio 2026
un progetto in collaborazione

Il progetto nasce da una collaborazione fra Comune di Briatico, Università degli Studi di Siena, Università della Calabria, Università della Basilicata, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia.

Il contesto storico e ambientale

Briatico è un Comune calabrese della provincia di Vibo Valentia, compreso tra l’Altopiano del Poro e la costa tirrenica, e grazie alla sua posizione geografica ha favorito la nascita e lo sviluppo di numerosi insediamenti già in età pre- e protostorica.

Nel medioevo l’insediamento di Briatico, noto come Briatico Vecchio, si sviluppò su uno sperone roccioso naturalmente difeso dai canyon circostanti come centro fortificato,

in seguito devastato dal terremoto del 1783 e poi abbandonato (similmente a quanto avvenne all’insediamento di San Leo Vecchio, che si trova sul pianoro di fronte verso nordovest). Il sito conserva ancora il castello, le abitazioni e le tracce di occupazione che risalgono fino all’età del Bronzo Medio.

Il progetto sul paesaggio nella transizione

I risultati delle ricerche svolte offrono un contributo importante alla comprensione delle dinamiche storiche, della trasformazione del paesaggio e dell’uso intensivo delle risorse dal medioevo all’età contemporanea.

Determinante è stato l’impiego di un approccio integrato e multidisciplinare, anche tramite la combinazione di strumentazioni quali il GPS centimetrico e il drone. Basandosi sulle fotografie aeree e sulla cartografia, utili per analizzare i cambiamenti morfologici e l’occupazione del territorio, è stato possibile osservare una notevole presenza di casolari sparsi e distribuiti prevalentemente su pianori e zone costiere, spesso situati in prossimità di strade interpoderali e mulattiere, e dimostrare così un importante sfruttamento del paesaggio.

Il censimento capillare anche nel solo comune di Briatico ha prodotto risultati considerevoli mostrando, peraltro, che in numerosi casi nei campi circostanti i casolari di età moderna sono presenti ceramiche tardomedievali.

Dal villaggio bizantino al sistema dei casolari postmedievali

Sebbene anche in età moderna abbiamo diversi villaggi, abitati anche oggi, la comparsa di un insediamento sparso a partire dai secoli finali del medioevo pone domande sullo sfruttamento delle risorse e sui sistemi di gestione che la ricerca intende approfondire.

la peculiarità del sito

Diverso è invece il caso delle frazioni di San Costantino, Potenzoni e Mandaradoni, che non sono state abbandonate per fondare dei nuovi centri più vicini alla costa e conservano gli edifici antichi, individuati e documentati in fase di ricognizione tra altri di fattura più recente.

Il villaggio abbandonato di San Leo vecchio

Tramite questo criterio interdisciplinare adottato, è stato poi possibile identificare le strutture superstiti nel sito abbandonato di San Leo Vecchio, rimasto inabitato a seguito del terremoto del 1783, e attualmente coperto da un’importante distesa vegetale che ne impedisce parzialmente l’accesso e una chiara osservazione da remoto e sul campo.

Proprio a causa di questa situazione, si è resa necessaria la realizzazione di un dettagliato rilievo fotogrammetrico dell’agglomerato di edifici che non erano altrimenti visibili, consentendo di riconoscere alcuni elevati e contribuendo così ad avere una percezione più completa della dimensione dell’insediamento e degli abitanti che vi hanno vissuto.

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