Ancora nel tardo XIII secolo Castel di Pietra è pienamente inserito nel sistema dei poteri signorili.
Le trasformazioni della prima metà del XIV secolo
Il passaggio di consegne fra Aldobrandeschi e Pannocchieschi determinò una serie di fasi edilizie in rapida successione fra il pieno XIII e la metà del XIV secolo.
Il castello si trovò in questo periodo al centro degli interessi delle città di Massa Marittima e Siena, oltre che dei conti Pannocchieschi.
Il recinto del cassero fu ampiamente ricostruito a seguito del cedimento dei perimetrali nord e sud. In questa fase all’angolo sud-ovest fu edificato un palazzo certamente a due piani, ristrutturato pochi decenni dopo.
Un nuovo accesso al recinto fu realizzato sul lato est e più tardi anche sul lato ovest, livellando tutta l’area antistante, dove erano gli edifici del periodo etrusco ellenistico.
Lo spazio interno fu frazionato in più ambienti di servizio.
Le trasformazioni furono più consistenti a partire dagli inizi del XIV secolo, con ampio uso del laterizio.
Sul versante opposto del pianoro fu edificata la chiesa con attiguo cimitero.
Il cimitero e le ultime frequentazioni
La seconda metà del XIV secolo e i primi decenni del XV è un periodo di profonde trasformazioni degli assetti urbanistici di Pietra.
All’interno del recinto del cassero registriamo la divisione in due grandi unità mediante muri in pietra, provviste di porte realizzate anche smantellando in parte i muri.
Le murature dovevano comunque già essere in parte in avanzato stato di degrado come mostra ad esempio l’area del palazzo signorile, dove viene realizzata una discarica.
Gli ambienti così ricavati nella porzione nord del recinto del cassero vengono ristrutturati e riadattati anche abbattendo arcate e realizzando finestre. Nuovi piani di calpestio e focolari all’aperto sono documentabili in ogni settore.
Il riutilizzo di materiale proveniente dal crollo di strutture più antiche è sistematico, come mostra fra gli altri la realizzazione dei pilastri di fronte al palazzo per realizzare una sorta di porticato.
Nello stesso periodo anche l’unica casa scavata nel bogo presenta una serie di restauri e ricostruzioni piuttosto consistenti.
Anche la chiesa ebbe modesti restauri, mentre l’attigua area cimiteriale se non fu realizzata in questo periodo, fu comunque riprogettata con corridoi di accesso.
È infatti possibile che gli abitanti abbiano prima utilizzato un cimitero in prossimità della pieve, ancora da identificare, ma attestata già nel XIII secolo e si siano trasferiti in un secondo momento sul pianoro sommitale, in concomitanza con un allentamento dei poteri signorili.
Il lungo XV secolo a Castel di Pietra
Le fasi di abbandono registrate dalle fonti scritte sembrano coincidere con quelle ottenute dallo scavo, dove abbiamo la frequentazione di alcuni ambienti prolungata per tutto il XV secolo, ma in un quadro di sostanziale cesura con le funzioni di centro abitato.
Le frequentazioni all’interno del cassero potrebbero essere ricollegabili alla presenza di maestranze durante la costruzione della diga, oppure al passaggio delle truppe spagnole.
A partire dal XV secolo, però, cominciano a crollare in modo sistematico molti dei perimetrali delle strutture del pianoro superiore.
Anche la chiesa e il cimitero furono abbandonati.
Come molti altri siti d’altura con cospicui ruderi, anche Castel di Pietra venne rioccupato in età contemporanea ma in un quado completamente diverso.
La fattoria di età contemporanea
I ruderi del castello erano ancora ben visibili nel XVIII secolo, ma già nel successivo molte strutture non erano più riconoscibili.
L’area fu comunque rioccupata fra la metà del XIX e la prima metà del XX secolo, come mostrano materiali ceramici e strutture. Furono così
realizzati un podere a tre piani, in piedi ancora una trentina di anni fa, un forno da pane, ricoveri per animali.
Lo scavo ha documentato anche questa fase terminale del sito prima del suo definitivo abbandono.
Non abbiamo registrato occupazioni dell’area fra l’abbandono del pieno XV e la rioccupazione del XIX.




