gli studi sono cominciati con lo studio del castello di Lombardia, un’area di tre ettari ai margini del centro storico di Enna, e poi si son oestesi a tutto il tessuto urbano.
Il progetto di collaborazione
Questo progetto nasce dalla collaborazione fra il Comune di Enna, l’Università degli Studi di Siena e la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna.
L’obiettivo dello studio è stato analizzare le stratigrafie murarie e di conseguenza le fasi che hanno interessato il Castello di Lombardia e successivamente, grazie ad una campagna di ricognizione del centro storico, all’individuazione di strutture murarie di epoca medievale e moderna inglobate e/o riprese in edifici contemporanei.
Tale studio ha consentito la realizzazione di un rilievo fotogrammetrico del castello ed una piattaforma GIS con tutte le strutture murarie individuate.
Affianca gli studi sopra citati un’analisi del territorio ennese mediante studio della cartografia storica e delle componenti del paesaggio e in particolar della rete della mobilità.
Un castello bizantino con modesti interventi successivi
L’attuale ricerca ha messo in evidenza un’iniziale occupazione del sito in epoca classica e tardoantica. A queste si aggiunge la fortificazione bizantina, impostata nel punto più alto dell’acrocoro ennese e coincidente con il cortile di San Martino.
Si riconoscono quattro torri pseudoquadrangolari collegate tra loro da alcune cortine murarie.
Gli altri due cortili del castello hanno restituito labili tracce dell’impianto bizantino, tali da non consentire un’adeguata successione cronologica rispetto alle altre evidenze architettoniche.
Su questo impianto si organizzano le fasi arabo-normanna, sveva e moderna.
Affianca lo studio delle murature del castello di Lombardia una campagna di ricognizione svolta nei mesi di settembre e ottobre del 2023 nell’intero centro storico.
L’analisi dei 118 paramenti murari individuati ha permesso di identificare con le dovute cautele data la difficile lettura degli stessi, a causa della continuità di vita e dei numerosi interventi di ristrutturazione che hanno interessato il sito, cinque tipologie murarie differenti.
Si tratta per la maggior parte di strutture in opera quadrata suddivisa in più varianti che evidenziano l’evoluzione della tecnica stessa.
l'estensione delle ricerche all'intero centro storico di Enna e la rivalutazione delle fasi tardo e postmedievali
I paramenti murari riferibili alla fase tardo/post medievale risultano quantitativamente maggiori e riguardano abitazioni private, edifici ecclesiastici e palazzi nobiliari.
Si tratta di strutture murarie in opera quadrata che sembrerebbe attestata dal XII secolo con evidente evoluzione della stessa in contesti di XVII-XVIII secolo come testimoniato durante la campagna di ricognizione svolta.
Di fondamentale importanza risultano essere il XV ed il XVI secolo momento in cui si assiste ad un consistente rifacimento delle strutture esistenti e alla costruzione di nuovi edifici perlopiù luoghi di culto e palazzi.
Sebbene localmente la figura di Federico II abbia un impatto molto forte, al momento i dati certi su strutture riferibili al periodo svevo sono più contraddittori di quanto ipotizzato in passato e necessitano di ulteriori approfondimenti
La questione federiciana
Infine, ma non per ordine d’importanza, è un lacerto di muratura individuata all’interno del cimitero comunale, che rientra, dal punto di vista tipologico, nell’architettura romanica ed è situata nel luogo in cui la cartografia storia (Carta della Sicilia, F. 154 in scala 1:50.000) pone la Torre di Federico. Si tratterebbe, dunque, di una torre attribuita a Federico ben distinta dalla quella ottagonale.
Questa acquisizione apre nuovi scenari interpretativi non solo per il castello di Lombardia, ma anche per la cosiddetta Torre di Federico II, un’imponente dongione ottagonale edificato sopra una grande motta circondata da una basse cour in muratura.




