Med2Mod è un acronimo che sciolto significa dal medioevo all’età moderna. Si tratta di un progetto contenitore sulla lunga transizione fra il medioevo e l’età moderna. A partire dal 2019 alcuni progetti di ricerca finanziati da risorse reperite prevalentemente da enti pubblici in Toscana, Calabria e Sicilia, realizzati in collaborazione fra il Ministero della Cultura, i Comuni nel cui territorio insistono i siti e il Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena hanno posto l’attenzione su un tema storiografico oggi piuttosto ai margini del dibattito principalmente rivolto alle fasi di formazione dei paesaggi medievali.
Gli obiettivi principali di Med2Mod
1) Proporre una lettura multi-agente al fine di comprendere le tappe della marginalizzazione del Mediterraneo nel contesto globale dell’espansione coloniale e della nascita del capitalismo;
2) Proporre una lettura a scala variabile nel tempo e nello spazio per consentire affondi puntuali e quadri d’insieme;
3) Produrre un’archeologia sociale, costruita insieme alle comunità locali che coinvolge tutte le persone e mira ad essere inclusiva nel senso più ampio del termine.
Lo stato delle ricerche è eterogeneo. Alcune sono cominciate nel 2019, altre nel 2024, altre ancora cominceranno nel 2025. A questi progetti si unisce la rilettura di dati da ricerche concluse soprattutto in Toscana. Tuttavia tutti i progetti sono uniti dagli stessi obiettivi e dalla stessa metodologia.
Lo stato delle ricerche
sulla lunga fine del
Medioevo nel Mediterraneo
Lo studio della lunga fine del medioevo si scontra con cronologie tradizionali che sono oggi del tutto inadeguate. La ricerca sul campo ha mostrato ritmi diversi anche a brevi distanze, ma la strada da percorrere è ancora molto lunga, dal momento che la gran parte della ricerca archeologica in Italia e in Europa è concentrata prevalentemente sulla transizione dal mondo romano al medioevo.
La spiegazione del logo
Il logo, elaborato da Ecista srl, nella sua estrema schematicità, intende porre l’accento su una transizione molto lunga: dalla torre del potere feudale alla ciminiera della borghesia capitalista. La linea di demarcazione, che è il punto di vista dell’osservatore, si pone in un virtuale centro che in realtà è impossibile da tracciare in termini assoluti. Le ricerche che stiamo conducendo mostrano senza dubbio la complessità e l’estrema diversità di passo.
Il fattore di scala spazio-temporale è quantomai variabile e offre una vasta gamma di percorsi da indagare. Di particolare importanza appare una corretta valutazione del capitalismo rurale e del suo impatto su sistemi di gestione e di sfruttamento delle risorse molto antichi.
